Si scrive (in) Campania, si canta a Sanremo

Si scrive (in) Campania, si canta a Sanremo

(Dall’inviato a Sanremo, Matteo Minà) – Non c’è Sanremo senza Napoli. Non c’è Festival della canzone italiana senza la musica campana. E allora, anno dopo anno, anche nella 69esima edizione della kermesse canora della città dei fiori, che ha preso il via ieri sera su Rai 1, a salire sul palco dell’Ariston, direttamente o indirettamente, sono tanti gli artisti che portano alta la bandiera della regione.

Nino D’Angelo e Livio Cori

Se da un lato stasera, durante la seconda delle cinque serate, verrà attribuito alla memoria di Pino Daniele, scomparso a inizio 2015, il Premio alla carriera Città di Sanremo, dall’altra è nutrita la truppa di artisti campani in gara. Primo tra tutti il duo tutto partenopeo composto da Nino D’Angelo e dal rapper lanciato dalla serie Gomorra Livio Cori, in scena con il brano Un’altra luce. Una ballad che parla di incrocio di mondi, tra l’altro concepita in dialetto, “in lingua napoletana”, ci ha tenuto a precisare D’Angelo durante una conferenza stampa. E proprio lo stesso artista, in riferimento a Daniele, ha spiegato: “Pino è un monumento di Napoli. Quando è andato via è caduto il Maschio Angioino”.

Sempre in corsa per il titolo anche Ghemon, (pseudonimo di Giovanni Luca Picariello), interprete della scena hip hop, ma che unisce al rap anche uno stile cantautorale. Classe 1982, originario di Avellino, si esibisce con Rose viola. Ma non solo: venerdì prossimo, dove i 24 cantanti condivideranno il loro brano con altri artisti nella tradizionale serata dei duetti, tornerà all’Ariston Rocco Hunt. Il rapper salernitano, dopo la vittoria nella sezione Nuove proposte del 2014 e la partecipazione tra i big nel 2016, affiancherà la band salentina Boomdabash, che partecipa con il brano Per un milione.

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